sabato 23 aprile 2016

Di voluttà nei vortici perir

Il giorno non sorge mai per chi poggia la testa sul seno delle ore sognate...
Fernando Pessoa, Il marinaio (Trad. Antonio Tabucchi)



Gustave Courbet, Les Dormeuses, 1866



















Anagrammi
Sillabai l’amore = Sibilla Aleramo
Rimarcava zolle e amori = Marco Valerio Marziale
Voli di slancio = Osvaldo Licini
Sopivo nudi booleani = Publio Ovidio Nasone
Od’imeneo = Idomeneo
Cernia = Racine
Poi prillano poesia = Pier Paolo Pasolini
Origini cognitive = Giorgio Vicentini

Grazie maestro
Giorgio Vicentini, 2016
















Basta giogo = sabotaggio

Anagrammi in versicoli di Erri De Luca
Lui crederà
Ira crudele
E acre d’urli
Rare lucide
Cure delira,
Reduce lira.


Ad personas
kantiana
«Le tue categorie
son delle vecchie zie»
disse al filosofo greco
un noumenico cieco

cartesiana
Medito le passioni
ma a dirla in bei soldoni
meglio tequila boom boom
e coito ergo sum

sadiana
Perduto nel boudoir
il divino marchese
raccattò nell’armoire
il solito arnese

montaliana
Satura o bufera
scese scalini a sera
cercando dentro fossi
né bossi né ligustri
ma sol di seppia ossi

pessoista
Che dire di Pessoa
che venne giù in canoa
dal suo Tago sognante
molteplice e inquietante


Ph. by Robert Doisneau

























Juliette del danno fatale
fragile eppure glaciale
come un inquieto quarzo
è nata il nove marzo


Youpornica Teologia

Il Cardinal Bagnasco
conosce bene il gregge:
macché libero arbitrio,
virtuoso sia per legge!

La famiglia naturale
difendiamo con la lotta!
Ce l'impone la morale:
solo nerchia nella potta.

Che la via del sommo bene,
mai davvero avrei creduto,
fosse un lastrico di pene.

Ben strano dio quello dei familisti
se salva il mondo dall’Apocalisse
sol per amplessi a genitali misti

Padrenostro e avemaria,
vade retro omofilia.
Noi vogliam stretti a coorte
dell’amor vostro la morte.


Dubbi
Michaela Biancofiore
esaurì l’azzurro ardore
già valchiria del sultano
or delira per Alfano:
è l’amor che viene e va?
zum pa zum pa zum papà?
oppur glie l’ha detto il prete
di cambiar tosto proscenio
per mostrar le calze a rete?

Or che ’l solstizio abbiamo alle spalle
s’apre giuliva la natalizia gualcitur di palle?

L’uso copioso d’anglismi raglianti
qual l’insensato stepchild adoption
calma ai bigotti lor crampi belanti?


Senza titolo

























La tisana col limone
reca all’alma un sospirone
ma quel cor di cioccolato
pare invero... mangiucchiato.

sabato 13 febbraio 2016

Ateo patta poeta. Esercizi

                              Lo que se cifra en el nombre
                              Jorge Luis Borges


Robert Doisneau


























Anagrammi
Coniamo frasi = Fosco Maraini
Coglie puri appelli = Pierluigi Cappello
Cristina di Svezia lo volle alla sua corte per apprenderne gli insegnamenti,
ma ebbe un sussulto quando ne anagrammò il cognome:
Cartesio = resti oca.


Doppie letture
Appuntamenti in Macedonia: Per amore manda Rino: pera more mandarino.
Madame Tussauds: Là c'era lacera la cera
A frodi sia codardo = Afrodisiaco dardo


Dorica castra
Celeste stelo logorato torreggiando domini nichilismo smorto


Variazioni
La Porta Santa
La porta Santa, confermò Ferribotte
La porta fanta, disse Lorenzo Cherubini
L'asporta tanta, Pizza a domicilio h24 by Albano Colmo
La torta santa, disse Honoré by Franco Chirico
La scorta tanta, per Matteo da Rignano by Albano Colmo
L'aorta canta, disse Dr. Barnard by Franco Chirico
La corta santa, era Nana per Émile Zola
La corta anta, disse Geppetto by Franco Chirico
La potta santa, disse Pietro Aretino


Anagrammi in versicoli

?
Ira sommossa
o somma rissa
S'arma osmosi
Rossa mimosa


?
Sa onde mirare
Sa di nero mare
Sidro amarene
Smanie e ardor


Versicoli

Quando Francesco Merlo catoneggia
Sul licenziato sindaco Marino
Uno de' due inver pare un cretino
Sul quale l'altro pavido scorreggia

Or che Marino è fuori dai cojoni
Si fa gran festa al gabbio der Cecato
Col generone e gli altri forchettoni


Il dubbio di Leopolda
di Inés Itrè

La vispa Leopolda
Già tronfia e ridente
Si chiese dolente:
Sarò manigolda?
O solo un'arcana
Giuliva putt.


Milonga de Jacinto Chiclana
Jorge Luis Borges - Astor Piazzolla




sabato 6 febbraio 2016

Mai più

William Bouguereau



















Mai più ricominciare,
mai più poter disfare.
Travolto da acque selvagge
sfinito sotto lontane spiagge
inaridite dopo la marea,
perché sè vuota la clessidra
e mera spoglia lidra,
quel che sè spento allora
perché mi stringe ancora?




Gustav Mahler - Ich bin der Welt abhanden gekommen
Magdalena Kožená, Claudio Abbado


Ich bin der Welt abhanden gekommen
Friedrich Rückert

Ich bin der Welt abhanden gekommen
Mit der ich sonst viele Zeit verdorben,
Sie hat so lange nichts von mir vernommen,
Sie mag wohl glauben ich sei gestorben!
Es ist mir auch gar nichts daran gelegen,
Ob sie mich für gestorben hält.
Ich kann auch gar nichts sagen dagegen,
Den wirklich bin ich gestorben der Welt.
Ich bin gestorben dem Weltgetümmel
Und ruh'in einem stillen Gebiet!
Ich leb allein in meinem Himmel
In meinem Lieben in meinem Lied.
Sono ormai perduto al mondo
(Traduzione di Luigi Bellingardi)

Sono ormai perduto al mondo
Col quale ho anche perduto gran tempo;
Tanto a lungo non ha saputo più niente di me,
Che può pensare ormai che io sia morto!
Ma non mi importa niente
Che mi creda morto.
E non posso neanche contraddirlo,
perché sono veramente morto al mondo.
Sono morto al chiasso del mondo,
E riposo in un luogo silenzioso!
Vivo solo nel mio cielo
Nel mio amore, nel mio canto



mercoledì 13 gennaio 2016

Le belle giornate. Quindici anagrammi illustrati

                                                                           A diconodioggi.it
                                                                           il blog più bello di ogni tempo



                                                                            Sono abbastanza lunghi ancora i pomeriggi
                                                                            Con sguardi amichevoli ti guardano passare
                                                                            Franco Fortini



Caro lettore, 
evita ogni blasfema e plavloviana associazione con Le belle bandiere
di Pier Paolo Pasolini o con Le belle querce di Franco Fortini;
Le belle giornate sono un umile giochino d'anagrammi per sfaccendati perdigiorno 
e scioperati tiratardi. Belle sono solo quelle giornate che si prestano ad anagrammi 
pervi o almeno peregrini o solo fortunati. Un gioco, nient'altro che un gioco,
prevalentemente estivo, giocato sull'hashtag #zero15 di @anno_zero15, 
con valorosissimi sodali di vasta e acutissima intelligenza linguistica 
di cui non faccio i cognomi per invidia, cioè Sandra e Antonella, Franco e Viola, 
Ale e Massimo, Albano e Francesca e Seba e Aldo e Giulia ed altri ancora, beninteso.
Del resto è ben vera e indecisa la questione del copyright degli anagrammi, 
poiché dato un numero finito di vocali e consonanti, il risultato combinatorio 
non è illimitato, sicché si può star certi che qualcuno, e talora più d’uno, 
prima o poi, trova lo stesso incastro, quando altri non l’han già trovato, 
senza contare la spocchiosa e beffarda velocità dei motori anagrammatici.
E tuttavia, quale stupefatta invidia quando dal «Venti agosto» 
Aldo Spinelli cavò un folgorante e damasceno «Tango estivo», 
costringendoci a risarcitorie e arrotolate devozioni mariagiovannee, 
o quando Sandra Muzzolini sull’estenuato faccione di Paolo Villaggio, 
il «Due agosto» spalmò «Ugo sedato», riducendo tutti i nostri sforzi 
ad una pazzesca corazzata Potëmkin, per citare solo due casi, tra i tanti, 
di brillanti combinazioni anagrammatiche. 
Pertanto, ai quindici anagrammi illustrati di queste mie belle giornate, si rivendica 
senz’altro una certa qual svergognata modestia, alla quale si è cercato di porre 
un illusorio rimedio allegando indimenticabili e preclare illustrazioni. 
Senza nessuna speranza, però, che le due incomparabili cose, 
ossia anagrammi e immagini, possano mai fare media, ahimè. 
E nondimeno, deposta ogni pretesa, ora che i pomeriggi sono brevi, 
per evitare che ci colga la mestizia, si può almeno provare a sorridere 
con questo lacunoso e saltellante calendario giocondo, 
quasi un girotondo, tra vocali e consonanti, intorno ad ore lievi.







diciannove giugno
Pensionante del Saraceni
«Negavi con indugio»








due agosto
Henri Cartier-Bresson
«Ego sudato»






undici agosto
Robert Doisneau
«Casto indugio»






tredici agosto
Gigi Petyx
«Oca? Desto tigri...»





quattordici agosto
Ruth Orkin
«Qua gioco distratto»





sedici agosto
James Joyce

«Cogito assedi»







diciannove agosto
Donatien-Alphonse-François de Sade
«Vantò genio sadico»






ventuno agosto
Arcimboldo
«Un tosto vegano»






ventidue agosto
Ugo Foscolo
«Gustò avite onde»






ventitré agosto
Gustave Courbet
«Ostentovi terga»






venticinque agosto
Alexandre Cabanel

«Sognò invitte acque»








ventinove agosto
Tiziano, Diana e Atteone
«Sogno: Atteon vive»







trentuno agosto
Gustave Courbet
«Gustarono notte»






primo settembre
Michelangelo Merisi
«Spremetti ombre»






diciotto settembre
Reyer van Blommendael, Socrate e Santippe
«Sottomette di berci»