giovedì 31 marzo 2022

E più non dimandare

 

Ph. Saul Leiter













1

Che il presidente Vladimir Vladimirovič Putin fosse un autocrate, né democratico né liberale, fermamente determinato a ristabilire con ogni mezzo il ruolo imperiale della Santa Madre Russia, non esitando ad uccidere gli oppositori interni e a schiacciare i nemici esterni con guerre distruttive e sanguinose, è un dato storico consolidato da molto tempo prima del 24 febbraio 2022. Possibile che tale lampante evidenza sia sfuggita al presidente Biden, all'Amministrazione americana e alle Cancellerie europee? Non era bastato il sangue versato dei ceceni e la vita spezzata di Anna Politkovskaj?


2

Dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine dell'Unione Sovietica, per perseguire quali obiettivi la Nato ha condotto una enorme espansione nell'est europeo, fino ad assorbire tutti i paesi già membri del disciolto Patto di Varsavia?


3

Si può credere che il gruppo dirigente di un piccolo stato, aggredito da una potenza militare nucleare soverchiante, avrebbe potuto decidere di resistere a qualunque prezzo, senza laperto incoraggiamento politico e la tacita concreta assistenza militare di un'altra potenza nucleare?


4

Perché gli Stati Uniti hanno armano, addestrato e integrato de facto nel sistema di difesa della Nato, l'Ucraina, ossia un paese con una rischiosissima e sovraesposta collocazione geopolitica?


5

La feroce guerra civile che dal 2014 si è combattuta in Ucraina nelle regioni autonomiste russofone del Donbass, perché non ha destato alcun allarme nellopinione pubblica occidentale?


6

Perché lItalia ha riconosciuto la più ampia autonomia all’Alto Adige, anziché schiacciare nel sangue, con un conflitto armato, le rivendicazioni autonomiste degli abitanti tedescofoni del Sud Tirolo?


7

Lautodeterminazione dei popoli è un diritto inconculcabile, ma nei paesi divisi in parti in conflitto, l'autodeterminazione unilaterale di una sola parte a danno dellaltra, resta un sacro principio?


8

La compagine governativa ucraina, impegnata nella strenua e sacrosanta difesa contro l'aggressione russa, al di là della guerra patriottica, quali orientamenti politici ha? quali valori difende? quali interessi rappresenta? perché ha integrato nelle forze armate dello Stato, molto prima del 24 febbraio 2022, famigerati gruppi paramilitari di autoproclamata militanza nazifascista?


9

Il sistema militare industriale di una grande potenza imperiale, democratica o autocratica poco importa, è economicamente compatibile con l'assenza di guerre minacciate o guerreggiate?


10

La missione etica della difesa del mondo libero e democratico contro la tenebra sanguinante dell'autocrazia illiberale, perché si rovescia nel più immorale imperativo materiale e sonante del riarmo?


10+1

Perché nessuno più legge il Dialogo dei Melii e degli Ateniesi in Tucidide, La guerra del Peloponneso, libro V, 86-116?


domenica 19 settembre 2021

Spirito del tempo: lista di letture

 














La società letteraria, già marginale e irrilevante, è scossa da un nuovo sferzante fermento che si manifesta con tornei letterari degni di Wimbledon, premi suggellati da spettacolari bevute a canna di strani intrugli affatturati, top ten sparate a tutta pagina dalle gazzette, liste certosine dei migliori centolibri dell'universo, articolesse dei titoli top five da portare su un'isola deserta. E poi, a corredo, Festival, Saloni, Letture, Presentazioni, Firmacopie con selfie, Concorsi dell'inedito, Tavole rotonde, Incontri esclusivi con l'Autore. Insomma, una fantasmagoria di fuochi d'artificio letterari illumina il cielo del Belpaese, celebrando un nuovo Rinascimento editoriale che cambia l'acqua ai fiori dell'italico destino spirituale. Chiunque abbia a cuore le magnifiche sorti culturali del paese, con ogni evidenza, non può sottrarsi a questo avventuroso sabba, sicché si propone una straordinaria lista di opere formata con le segnalazioni di fantastici gruppi di lettura che hanno indicato il titolo della prima opera sulla quale è sorta ciascuna rispettiva consorteria letteraria.


Società di lettura I sette nani, Le anime corte

Ex libris Solocucinamolecolare,  Il palato immaginario

Circolo lettori Biancaneveforever, I Melavoglia

Club del libro Curiositàmorbose, Lo strano cazzo del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Assolettori Maivax, Il fosso e il nero

Associazione culturale Tango&Cash, Le notti banche

Circolo lettori Poltronesofans, La divana commedia

Societas librorum Stranamore, Guerra e piace

Library Naziretorich, Uomini e tropi

Lettori associati CiaoPovery, Camera con Visa

Club letture Apple, L'aidiota

Casa del libro Bastacialde, Il signore delle moche

Associazione lettori Basicistinti, Le parole e le cosce

Circolo dei libri di Giuditta, L'Essera e il nullo

Angolo dei lettori Erbavoglio, Obliomov

 


martedì 22 giugno 2021

Concordato

Guido Cagnacci - Maddalena penitente

 












Pria lo firma il Provolone

lo conferma il Cinghialone

or linvoca il Vaticano

risvegliatosi sovrano

duna povera italietta

già faziosa e ora abietta

onde vede i soli mali

nell'usare i genitali

 

Ma la carità cristiana

ad un prete malcreato,

fosse anche porporato,

una strega o una puttana

predilige senza fallo

sopra un alto piedistallo

o la bella Maddalena

peccatrice eppur oscena


lunedì 10 maggio 2021

Del pessimismo comico

 

Ph. Mario Giacomelli
























Quale indizio fa presumere al ciurmatore pessimista cosmico che l’altrui uzzolo incandescente sia l’ascolto delle sue lamentazioni sulle luttuose sorti e progressive? Sicché non sarebbe abbondevole l'incessante cimento quotidiano con guai sguaiati, faccende sfibranti, noie nefande, malattie covate e covanti, disgrazie a cavallette, maschi con la testa sulle palle e femmine astiosissime, vecchi rincitrulliti, fantolini sciagurati ed altri calamitosi cretini che alla guida di affollati greggi d’imbecilli rancorosi, dilacerano le molli nostre carni pendule, già dimentiche d’ogni loro propria primitiva funzione, solamente rassegnate oramai a dar misura manometrica di assortiti disgusti?

Ancora serve una supplementare sapienza apocalittica che fa la punta alla mentola della vanità del tutto? Vaticinando da ogni evento il presagio perverso, precursore d'un ineluttabile abisso ulteriore? Non ci bastava, dunque, la reale copiosissima melma scatologica da tempo alzatasi fino alle rotule di taluni, tacendo d'altri ai quali ha superato di slancio il bellìco, minacciando di tracimare irresistibilmente verso la pappagorgia?

E si capirebbe tanta facondia maligna, solo se fosse lecito credere che, al basso continuo dell’orrenda realtà presente, piace agli dèi l’aggiunta di un arpeggio profetico d’arabescati incubi e stragi imminenti, in armonia con le prossime sventure inevitabili, onde seminare altro panico sulla terra desolata della comune coscienza infelice, dove non cresce più l’erba già da lunga pezza.

Eppure, da che il mondo è mondo, al sofferente si porge conforto, consolazione si presta all’afflitto, e solo un cialtrone smisuratamente feroce verserebbe fiele in gola all’avvelenato e sale sulle piaghe infette del ferito. E non di meno, codesti oracoli della malasuerte garriscono garruli, con cocciutaggine somara, sversando sinistre logorree ulteriori. Ma vivaddio, nulla ci è risparmiato del male del mondo, perché non tacere ominose retoriche additive? Del resto inani?

I profetici apostoli del male a futura memoria, sebbene illuminati, infatti, sembrano ignorare un celebre paradosso che lo spettinato Stanisław Jerzy Lec celò in un aforisma: «L’eterno sogno del boia: i complimenti del condannato per la qualità dell’esecuzione».

La palese inutilità dei loro sforzi, persuaderà i ciarlieri predicatori, cantastrofisti della iella incombente, a deporre la loro acribia molestissima? Ne dubitiamo.

Ci piace perciò ricordare il Frate Altiero che ogni santa sera, per tutto il convento, sulla soglia delle loro celle, aveva confortato i confratelli con un compassionevole: «memento mori». Ebbene un giorno, molto infausto si capisce, Frate Altiero, proprio lui, volò tra le braccia del Signore. Un terribile temporale si scatenò subito dopo la sua cristiana sepoltura, come se financo il cielo fosse furiosamente partecipe dell’unanime cordoglio. Quando tornò il sereno, tutti i confratelli dolenti che si recarono in corteo sulla tomba di Frate Altiero, constatarono con sollievo che la pioggia aveva offeso solo con lievi danni il fresco tumulo di terra, ma ahimè nella lapide erano cancellate del tutto  alcune lettere del caro nome dell’estinto, in particolare, più non si leggevano la prima lettera, la seconda e la settima, mentre della sesta restava appena un baffo, tanto da parere inopinatamente un accento, ossia «  tie' ». Quel che restava del nome destò una interrogativa afflizione nei fraticelli, che perciò si ripromisero di porvi rimedio al più presto. Lungo il sentiero che riconduceva il mesto corteo in convento, il silenzio, qua e là, fu increspato da gutturali e soffocati suoni, appena somiglianti a sorrisi, ma forse erano solo i versi degli uccelli che passavano da lì. Forse.

 

sabato 6 marzo 2021

Viandante con moto


 









Viandante con moto

Ad Arezzo comprai un attrezzo

che in una corte di Orte scambiai

con un tortino fatto a Torino,

ma giunto a Gubbio mi assalì un dubbio:

odi o t’odi?

E con l’anima macerata

or vieto, per uggia,

assi siti voli.

 

Il gigante sulle spalle dei nani

Nel mezzo d’un’atroce pandemia

Ci ritrovammo nella morta gora

Per cieca e indomita minchioneria.

La provvidenza ci soccorra ora,

Recandoci novella monarchia,

Ché l’itaglian da sempre i draghi adora.

 

De rustica progenie semper villana fuit

censure inFeltrite su note di Puccini

O mio babbino caro

Laura t’offende indarno

Ben cianci da innocente

Di passera e rosario

Di femmina indecente

Sempre dell’uom calvario

Sebben tu spargi cacca

si taccia la cosacca

 

Letizia ai pennivendoli

Miserabili indignati,

mezze calze e vil marmaglia,

non valete i bassi fiati

di Letizia alla Battaglia

 

Anagrammi

Alice Sara Ott = Stoica realtà

Giovanni Verga = Varavo ingegni

Gabriel Fauré = Figurare albe

Franco Loi = Rinfocola

 





mercoledì 28 ottobre 2020

Virus abundat in ore stultorum

 

Le Désespéré, Gustave Courbet












Nove paradossi pandemici e un lapalissiano sospetto


I

Dottoressa, se il libero fiato sputacchiante e impestato degli eroici arditi smascherinati non mi garba, sono sociopatico?


II

I contagi si moltiplicano negli assembramenti.

Gli assembramenti sono frequenti di giorno.

Dunque per ridurre i contagi vieto gli assembramenti di notte?


III

Se tutto ha un prezzo, di grazia, il sacro nutrimento cineteatrale, la veneranda preminenza della scuola, il sommo bene della ristorazione, l'inconcusso diritto all'alticcia socialità tracannante, la sacrosanta insonnia celebrata in affollati e sfibranti convegni di tiratardi, ecco, esattamente cadauno quante salme valgono?


IV

Ciascuno decide per sé, ma poi la colpa è degli altri?


V

Dubbio di virologi, infettivologi, pneumologi ed altri scienziati della società dello spettacolo:

Covid, ergo sum?


VI

Se piove, posso incolpare gli ombrelli?


VII

Sanità, trasporti, scuola e pubblica amministrazione fanno talmente schifo da offrire ampia prova della verità inconfutabile del principio etico che ha ispirato la mia ferma determinazione di non pagare le tasse nemmeno per sbaglio?


VIII

A New York fosse comuni, a Parigi portano in processione la Marianna, manco Odino salva Berlino, ma solo gli italiani sono imprevidenti, stolti e imbecilli?


IX

Chiudere tutto, presto, anzi prima e di più, ma nulla basta se a farlo sei tu?


X

La scienza aborre le grossolane certezze indebitamente invocate dall'insipiente ipocondria delle masse plebee, allarmate per il loro trascurabile destino; la scienza, di contro, procede per progressive conoscenze sempre falsificabili, fondate sulla solida roccia del metodo sperimentale, e adesso però prendi subito le gocce: mens sana in corpore xanax.



venerdì 23 ottobre 2020

Allegretto

 

Proserpine - 1874, Dante G. Rossetti




















Non avrei voluto dirti

la vana dismisura,

che pur nelle soste svela

l’avido furore dell’istante,

diastole che nasconde

l’essenza nostra oscura,

forse atomo di niente.

 

Mai cessa la caduta,

esita talora nell’inciampo,

ma torna poi ancora a rovinare

fino allo schianto:

assurda ebbrezza del precipitare,

fuggiasco grave scosso,

d’oblio bendato e pur di pianto.

 

Echi di rantoli e vagiti

nel seme che germoglia

assetato di luce e d’altra vita

apre ferite alla più dura roccia,

ma un refolo randagio

lo strappa e corre via,

distratto e indifferente.

 

Non dirmi più d’albe imminenti

né altra folle fola umana,

la strada inquieta cenna tra il fogliame

alla fanciulla con la melagrana,

giù la pozzanghera le trame

barbaglia di chi passa e chi è passato

e di chi ormai non passa più.

...

A pochi soldi darei via

quest’Allegretto di tormento

che come fatua allegoria

scava nel nostro sperdimento;

preferirei giocare a dadi

l’appassionata 9 marzo

nell’allegria di un’osteria.

giovedì 30 aprile 2020

Conto su di te

Alighiero Boetti, Da uno a dieci, 1984




























C'era una volta Primo Levi che al bar intrecciava rebus con Segundo Compay e Tiziano Terzani che ogni tanto cantava sulle note del violino di Massimo Quarta, da fuori però giungevano le urla di Quentin Tarantino che girava un film su Quintino Sella con soggetto di Sesto Empirico, ambientato a Palermo in via Ruggero Settimo, costumi di Ottavio Missoni e sceneggiatura di Aldo Nove.
E nondimeno, tutto sommato, non vi furono rancorose divisioni, né, del resto, turgide moltiplicazioni, bensì qualche lieve sottrazione e solo propizie e mirabili addizioni.
A conti fatti.









mercoledì 5 febbraio 2020

I fiori di Leibniz

Ph. Alexander Petrosyan


















In un tempo in cui Twitter non era ancora una barbara prateria di furiose mandrie contrapposte in fazioni stivalute e mascellute, di inani narcisismi postribolari e miasmi maleodoranti di maramaldi maleadoranti, nonché di balcanizzati ovili dell’algoritmo prezzolato, bestiali camorre mistificanti e garrule plebi grulle, capitava di scoprire, giocando, persone meravigliose che celatissime nella riservatezza di un nom de plume, generosamente condividevano il loro molteplice e variopinto ingegno.
In particolare, un nom de plume floreale e scespiriano, per vastità di conoscenze e sfolgorante acutezza d'intelletto, suscitava, circa la sua primaria identità, un rovello discreto, mai trasceso in volgare curiosità, e nondimeno pertinace e affascinante come uno splendido enigma. Poi un giorno, or sono tre anni, mi illusi di essere venuto a capo del mistero, persuadendomi parimenti del dovere di tacerne senz’altro la soluzione, ma avvertendo tuttavia il personale obbligo di rendere un grato tributo alla bellezza dei fiori di Leibniz che segnando ardui sentieri, pur nelloscurità simile a fosca notte, possono ancora condurre a Damasco.

Misteriose e impervie sono le vie della conoscenza. E tali, una volta percorse, da fornire prove dolorose del nostro attonito e sciagurato ottundimento, che sovente preclude una retta comprensione del resto lampante.
Il primo marzo duemiladiciassette compitando I principi della filosofia o Monadologia, ossia, per i permalosi, Principia philosophiae more geometrico demonstrata di Gottfried Wilhelm Leibniz, sul punto di rimeditare la fondamentale tesi numero nove, ove è formulato il principio dell’identità degli indiscernibili, un lampo fiorisce improvviso sulle celeberrime parole del grande filosofo tedesco: «Bisogna ammettere che ogni monade sia differente da ogni altra. In natura, infatti, non vi sono mai due esseri che siano perfettamente l’uno come l’altro e nei quali non sia possibile trovare una differenza interna o fondata su una denominazione intrinseca.» Ergo due enti identici sono, in realtà, un solo ente. Ne discende che due persone caratterizzate dalla medesima genialità, sono in realtà la stessa persona geniale. Certo, qualcuno potrebbe eccepire che Leibniz non c’entri nulla, derubricando la mia scoperta all’uso grossolano di paradigmi indiziari da Sherlock Holmes a Dupin, concedendo i più generosi piuttosto un’inferenza abduttiva peirceana, ovvero i più malevoli un triviale colpo - come dire? - deretaneo. Può darsi. E tuttavia posso testimoniare senza tema di smentita, con assoluta certezza oggettiva e psicologica, e al di là di ogni controversia logica e ontologica, che la scoperta de qua è stata indotta dalle citate parole della Legge di Leibniz, al quale devo ora gratitudine sconfinata per avermi svelato un enigma bellissimo. Raggiunta codesta fanciullesca gioia per la quale ho piroettato felice per ore nel nirvana pneumatico dei solutori d’enigmi, verso la persona che ha ordito un così brillante inganno è ancor più cresciuta l’ammirazione, poiché moltiplicandosi grazie al suo multiforme ingegno, mi ha concesso il privilegio d’amarla due volte, a sua insaputa, si capisce. Tale ammirazione, del resto, mi obbliga all’osservanza di un silenzio pitagorico nel quale riporre gelosamente la mia felice scoperta, sul fondamento di un altro essenziale principio leibniziano, quello di ragion sufficiente, ossia nihil est sine ratione: se una identità, ancorché gemellare e immaginaria, pur tuttavia esiste, essa avrà una sua ragion sufficiente e come tale merita ogni cura di riservatezza premurosa e complice, al pari dell’identità primaria.
Se per contro, essa scoperta fosse un sogno arbitrario e infondato, potrei in ogni caso imputarne la cagione alle fumisterie della metafisica di Leibniz, tanto affascinante quanto ingannevole e fallace. Forse.






mercoledì 15 gennaio 2020

Come è profondo il male. Esercizi

Ph. Josef Sudek





















Sopore di male
1
Sorge il sole canta il gallo
son ganassa in piedistallo.
Chiudo i porti e do bacioni
ma alla vista d’una toga
mi si seccano i c.

2
Ancor li offende l’elemosiniere
che va in soccorso d’un dolente ostello
a quei ch’adoran fascio e manganello
e al posto della faccia han lo sfintere

3
Brandir rosari con la man protesa
e abbandonare in mare gli innocenti,
è la ragione agli inferi discesa;

l’errore d’un reame d’insipienti
che dalle vene dell’altrui dolore
succhia le proprie verità dementi.

E dopo i lager ancor lo stesso orrore:
sterminio criminale dei fratelli
tanfo di morte e stramazzar d’uccelli

4
Nel ciel alberga inver tanta malizia
se dopo trump ed i fasci nostrani
diventa pure capo dei britanni
un gran pallon gonfiato di stoltizia


Lorenzi il magnifico
Quant'è bulla giovinezza
che mi strugge tuttavia
chi vuol esser lieto sia
nel Piddì non c'è vivezza.

Lo Granduca alla Leopolda
vuol la sua comunità
ch'incoroni in proprietà
la sua foia manigolda.

Non c'è inganno non c'è trucco
solo un cambio di parrucco:
il ruggito di un giaguaro
nel delirio di un somaro.


Cera una volta Gwyneth
La candela costa un botto
Ma il profumo dà alla testa
Di geranio e bergamotto
Ambra e cedro quanto basta
Rosa rossa damascena
D’infiammata selva oscena


Anagrammi
Attilio Bertolucci = Liuti col cerbiatto
Remo Bodei = Rombo idee, (ma forse) Ombre o dei
Sergio Mattarella = Morigerata stella
Pietro Bartolo = Porto liberato

***

Tautogramma a Luca Padovano
(Aspettando che Luca torni a raccontarci tutte le storie che sta sognando)

Oh Luca (a tutti caro) di lucciole e lotte e lepidi lazzi
al losco leviatano laido,
lascia la lucina che lampeggia lenta,
leva la “lucerna licenziosa” di lettere lievi, lasagne e libertà.