sabato 5 aprile 2014

Altre rive





Quale possente man trasse nel vento
quell’astro notturno e distante,
caduto ora nelle pozzanghere
inargentate e sordide?
Sul ciglio dell’abisso il suo giaciglio ormai vuoto
rende ancor più immoto quel silenzio remoto,
mentre nelle macchie di luce dell’acqua stagnante,
la luna freme agli avidi sorsi rubati
del cane furioso e del gatto furtivo,
con riflessi ritrosi e interrotti,
lungo una scia d’ombre sbilenche come una folle fuga
di fragili vissuti immaginari.
E nel grembo della notte,
l’eco del sorriso di un dio bambino
che intreccia chimere e illusioni
sulla riva dei nostri sogni.


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