venerdì 31 ottobre 2014

La ballata di Reyhaneh
























Il 25 ottobre 2014, una ragazza iraniana, Reyḥāneh Jabbāri,
condannata per aver ucciso il suo stupratore,
è stata messa a morte per impiccagione
nei sotterranei della prigione di Gohardasht.
Alla madre Sholeh, e a tutti noi,
ora rimane solo l’amara memoria delle belle parole
della sua ultima lettera.



Datemi al vento perché via mi porti
onda di luce che fugge dai morti

Cara Sholeh che i miei sogni nutrivi
complice amica dei giorni festivi
Strozza le lacrime dei tuoi dolci occhi
serba soltanto i miei scarabocchi

Datemi al vento perché via mi porti
onda di luce che fugge dai morti

Nell'alba cruda di desolazione
i fili tagliano di un aquilone
Barbari preti d'un dio dissennato
orco malvagio di sangue assetato

Datemi al vento perché via mi porti
onda di luce che fugge dai morti

Voglio scalciare sul vostro buon cuore
morto oramai di stupido orrore
Meglio insepolto e fiero pendaglio
che prostituta del vostro serraglio

Datemi al vento che ora mi culla
sopra una nube sospesa sul nulla







Lumi, potete piangere di Giovanni Legrenzi 1626-1690

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