lunedì 3 agosto 2015

Se l'afa incalza

di Ines Ytrè



















Disse la dama in fiamme al cavalier:
«L'afa mi strugge, dentro la guêpière,
siate clemente, soffiatemi d'appresso
senza curarvi d'apparire fesso.
Pensate lieto a un zefiretto bello
o piamente al bue e all'asinello».

Il cicisbeo credè d'aver inteso
onde alitò sul décolleté proteso.
Del dolce affanno pur male gl'incolse
ché un brivido di fuoco lo percosse:
per la passion paonazzo e palpitante
laggiù sentì un turgor ohimè crescente.

«Oh maledetta e attillata calza
ch'al pubblico ludibrio ora mi sbalza.
Resto curvato per salvar decenza?
O fiero sfido pur la maldicenza?
S'alcun poi sospettasse del mio onore
Simular dovrei un provvido malore?»

«Oh cavalier d'incendi domatore
celate forse del soffiar lo scotto?
Pur quel mio foco era ben altro ardore
che spenge sol il vento del bel trotto,
non blando fiato del vostro nasino,

incipriato e amabile c.»

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